Cooperazione allo sviluppo: proposte di riforma in vista del Forum da Dassù, Pistelli e Migliore.

ActionAid ha presentato la sesta edizione del rapporto “L’Italia e la lotta alla povertà”, dedicato a una valutazione delle politiche di cooperazione allo sviluppo dell’ultima legislatura, come ben ricorda il sottotitolo: “2008 – 2012: cinque anni vissuti pericolosamente”. ActionAid ha invitato a discuterne rappresentanti delle istituzioni, delle forze politiche e delle organizzazioni della società civile in un incontro il 26 settembre a Roma, a pochi giorni dall’apertura del Forum della Cooperazione Internazionale.

Il Sottosegretario agli Affari Esteri Marta Dassù è intervenuta portando un chiaro messaggio di impegno e cambiamento di rotta per il futuro della cooperazione allo sviluppo. Marta Dassù ha sottolineato che la nomina del Ministro Riccardi è già oggi un indice dell’importanza che il governo Monti attribuisce alla politica di cooperazione e integrazione. Il declino dell’APS negli ultimi anni è il risultato combinato della mancanza di risorse finanziarie e dell’atteggiamento culturale che insiste sulla teoria, ormai sorpassata in ambito internazionale, dell’inutilità degli aiuti. La battaglia è innanzitutto culturale, e l’organizzazione del forum sulla cooperazione previsto per il 1-2 ottobre a Milano è una delle tante armi che il Ministro Riccardi sta utilizzando per portare la lotta alla povertà al centro dell’agenda politico-culturale. Il Sottosegretario ha poi delineato il futuro possibile per una cooperazione più forte con: più risorse dedicate, maggiore razionalizzazione e un nuovo sistema di governance. Il governo Monti ha recepito la raccomandazione contenuta nel rapporto di ActionAid di invertire la tendenza alla riduzione dei fondi pubblici per lo sviluppo. Il documento di programmazione di fatto prevede per il 2013 uno stanziamento che eleva del 28% i fondi disponibili, e per il triennio 2013-2015 sono previsti aumenti annuali del 10%. Il nodo della limitazione delle risorse, per il Sottosegretario, rimane un paradosso per l’esigenza di dover combinare la riduzione della spesa pubblica e di rafforzare la politica estera e di cooperazione allo stesso tempo. Le risorse andrebbero razionalizzate: si tratta di spendere meglio focalizzandosi su priorità, tematiche e geografiche. Il nostro Paese per la sua storia e la sua posizione geopolitica ha una responsabilità geografica su mediterraneo e Africa. Per quanto riguarda il sistema di governance, lo scenario auspicato dal MAE è quello di un fondo unico per la democrazia e lo sviluppo, aperto a contributi dal settore privato e gestito da un comitato intergovernativo possibilmente con una agenzia tecnica.

Per Lapo Pistelli, responsabile esteri del Partito Democratico,  la priorità consiste nel metter in sicurezza l’impianto della riforma della  legge 49/87 entro il termine di questa legislatura. Questo lo scenario disegnato dal PD per modificare l’hardware della cooperazione: creazione di un fondo unico, una regia politica unitaria che sieda in Consiglio dei ministri per assicurare la coerenza delle politiche oggi frammentate tra i diversi attori, idealmente un ministro ma in tempo di tagli alle istituzioni pensare di portare a casa un ministro sembra fuori luogo. Una volta installato l’hardware sarà il software della politica e dell’economia a decidere quante risorse e la qualità.

Gennaro Migliore, responsabile esteri di SEL, si interroga se i tempi siano maturi per mettere in sicurezza l’hardware o ci sia la necessità di ridefinire il vocabolario della cooperazione, che preferisce chiamare “partenariato”. Non è convinto neanche sulla retorica dell’austerità “sono talmente scarse le risorse di questo capitolo di spesa che il loro incremento non modificherebbe di alcun che il problema economico del nostro paese, è un problema di volontà politica. Se si raddoppiassero le risorse gestite dalla DGCS , il bilancio dello stato non cambierebbe nemmeno del 1% bilancio dello stato”.

La voce che ha concluso il dibattito è stata quella della società civile con Egizia Petroccione (CINI/LINK/AOI/), che ha ribadito l’impegno delle organizzazioni italiane per la lotta alla povertà e per la lobby sulle istituzioni, con la richiesta di una nuova architettura istituzionale insieme a scelte precise favore del partenariato e concertazione, oltre che per maggiori di risorse pubbliche dedicate per la cooperazione.

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“2008 – 2012: cinque anni vissuti pericolosamente”: il 26 settembre ActionAid presenta il rapporto sulla cooperazione allo sviluppo.

Roma, 26 settembre dalle 16h45

Presentazione de “L’Italia e la lotta alla povertà”, il rapporto di ActionAid sulla cooperazione allo sviluppo italiana.

Sala Capranichetta, Piazza Montecitorio 131 / Roma

L’edizione di quest’anno è dedicata a “2008 – 2012: cinque anni vissuti pericolosamente”.

Registrazione dei partecipanti alle ore 16.45. Apertura dei lavori alle ore 17.00 da parte di Florindo Rubbettino per la casa editrice e Marco De Ponte per ActionAid; segue la presentazione dei contenuti del rapporto.

Intervento del Ministro Riccardi, intervistato da Stella Prudente, del quotidiano Pubblico.

Intervento dei rappresentati del Ministero degli Affari Esteri, del Ministero dell’Economia e delle Finanze, delle organizzazioni della società civile e delle forze politiche.

Segue questione time.

Il libro sarà disponibile in sala il giorno dell’evento.

Si raccomanda la registrazione attraverso la scheda di adesione disponibile su http://bit.ly/Oggbqq .

Loncadina dell’evento: http://bit.ly/QpV6Zf .