G20 – ACTIONAID: Il Vertice non ha affrontato il tema della povertà

2011 “Nessun impegno sull’aumento dei prezzi alimentari, sulla produzione di biocarburanti e sui cambiamenti climatici. Uno stop che potrebbe costare molto nei prossimi anni”.

Los Cabos, 19 giugno 2012 – “Se da un lato la crisi dell’euro dimostra che i tempi sono duri per tutti, è evidente che il G20 si è dimenticato di riconoscere che coloro che vivono in povertà sono particolarmente deboli di fronte al peso della congiuntura economica. Con un vertice del G20 dedicato allo sviluppo economico è indubbiamente un grave fallimento non aver suggerito nuovi strumenti di finanziamento per raggiungere gli obiettivi di riduzione della povertà”. Questo il primo commento di Luca De Fraia, portavoce di ActionAid Italia al vertice G20 di Los Cabos, sulla base del documento finale del Vertice.
“In un momento in cui i prezzi dei beni alimentari continuano ad oscillare pericolosamente e il surriscaldamento del pianeta rimane preoccupante, i leader del G20 non hanno preso alcuna posizione decisiva sulla sicurezza alimentare e i cambiamenti climatici, limitandosi a ribadire quanto avevano già detto nell’ultimo vertice di Cannes”, continua Neil Watkind, responsabile della policy e delle campagne di ActionAid USA.

SICUREZZA ALIMENTARE E BIOCARBURANTI. “Il G20 ha nascosto la testa nella sabbia e ha scelto di non affrontare le cause principali della volatilità dei prezzi alimentari. Nonostante l’importante ruolo svolto dalla produzione di biocarburanti nel contribuire alle oscillazioni dei prezzi alimentari, questa parola non compare neppure nel comunicato finale”, spiega ancora Neil Watkins.

CAMBIAMENTI CLIMATICI. “Sul clima i leader del G20 hanno scelto di approfondire con ulteriori studi i metodi per finanziare il Green Climate Fund. Questa scelta sarà una magra consolazione per gli agricoltori che vivono già in condizioni di povertà che stanno affrontando le conseguenze devastanti delle inondazioni, siccità, aumento e ondate di calore dovuti ai cambiamenti climatici”, continua il portavoce di ActionAid USA. “Esistono già molte possibilità per finanziare il Fondo, come la Financial Transaction tax o imposte ad hoc sul trasporto internazionale aereo e marittimo. Continuare a studiare le azioni da mettere in campo contro i cambiamenti climatici senza mai agire rischia di far diventare inutile e costosa qualunque azione presa in futuro e di pesare molto nei prossimi anni”.

FINANZA PER LO SVILUPPO. “In tema di finanza per lo sviluppo e cooperazione internazionale, questo vertice G20 sembra aver assunto una posizione più conservativa rispetto ai vertici precedenti”, spiega Luca De Fraia, portavoce di ActionAid Italia al G20 ed esperto di Finanza per lo Sviluppo. “A Los Cabos i leader hanno evitato di fare menzione degli impegni in materia di Aiuto Pubblico allo Sviluppo, così come dell’importanza di utilizzare nuovi strumenti finanziari per reperire risorse necessarie al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio”, continua De Fraia.

“La tassazione del settore finanziario, compreso l’utilizzo della Financial Transaction Tax, era stata presa in considerazione dal precedente Summit G20 di Cannes, mentre è stata ignorata qui a Los Cabos. In questo modo il G20 sembra voler dimenticare anche che la ricetta per lo sviluppo economico è composta da molti ingredienti, tra cui le risorse necessarie a sconfiggere la povertà e l’ingiustizia sociale”, afferma il portavoce di ActionAid Italia. “Se il G20 vuole veramente guidare lo sviluppo globale dovrebbe prendersi anche la responsabilità di affrontare il tema della finanza per lo sviluppo”.

IL RUOLO DELL’ITALIA. “Nonostante il Vertice G20 abbia ignorato il tema della lotta alla povertà, l’Italia non deve dimenticare i tanti impegni finanziari che ha preso negli anni scorsi e che ancora non ha onorato. Nei prossimi giorni, a partire dal Vertice di Rio, fino agli incontri con gli altri leader europei, il Governo dovrà dimostrare di poter dare una vera accelerazione su temi come la lotta ai cambiamenti climatici, la sicurezza alimentare, la produzione di biocombustibili e soprattutto la Tassa sulle transazioni finanziarie”, conclude De Fraia. “E’ infatti proprio dalla FTT che in questo momento di difficile congiuntura economica può arrivare la spinta decisiva a rimettere il Paese sulla strada giusta per mantenere gli impegni presi in tema di lotta alla povertà”.

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G20. Le organizzazioni non governative: troppe mancanze nel documento finale

Los Cabos 19 giugno. Le organizzazioni della società hanno deciso di svolgere la loro conferenza stampa nel secondo e ultimo giorno di Vertice G20 a mezzogiorno quando le delegazioni sono immerse nel programma ufficiale, che prevede i temi dello sviluppo, della green growth, infrastrutture e sicurezza alimentare.
In realtà, tutta la sala stampa è già al lavoro su una bozza di conclusioni che è iniziata a circolare ieri sera, dalle quali si comprende bene il tenore dell’accordo politico in discussione in questo vertice. Nell’attuale bozza, sono forse 20 su 80 gli articoli nei quali si parla di sviluppo, volatilità dei prezzi, sicurezza alimentare e obiettivi del millennio.

Nel loro primo commento, le organizzazioni della società civile segnalano che sono più che le cose che mancano rispetto alle novità e alle conferme. Rispetto al Vertice G20 del 2011 ospitato da Sarkozy, infatti, nella dichiarazione attualmente mancherebbero riferimenti precisi alla FTT, agli aiuti, alle riserve alimentarti e trasparenza nella gestione delle risorse naturali. Per un giudizio completo basterà attendere qualche ora, quando il Vertice arriverà alla sua conclusione ufficiale.

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La presidenza messicana del G20 si impegna a tenere conto delle osservazioni delle ONG ai documenti finali.

Los Cabos, 18 giugno. Alla fine della prima giornata di incontri ufficiali al Vertice di Los Cabos si inizia  a parlare dei contenuti del documento finale. Sarà una dichiarazione politica decisamene centrata sulle questioni del riordino dei sistemi economici e finanziari; ai temi collegati alla sicurezza alimentare e alle risorse per lo sviluppo, e fra questi la tassa sulla transazioni finanziarie, ci sarà poco spazio. Un risultato che forse si poteva facilmente prevedere in ragione della situazione di crisi globale ma che non di meno delude visto l’impatto che proprio questa crisi ha sulle questioni della riduzione della povertà e dello sviluppo sostenibile.

A chiarire quello che possiamo aspettarci è stato è stato l’ Ambasciatore Rogelio Granguillhome Morfin, il segretario di stato per gli affari economici e la cooperazione internazionale, che è intervenuto all’incontro dedicato alle organizzazioni della società civile a fine giornata. L’Ambasciatore Morfin ha invitato a leggere con attenzione la dichiarazione politica che sarà annunciata domani, ammettendo però che bisognerà guardare anche nel rapporto del G20 working group per lo sviluppo per poter apprezzare meglio la portata delle attività e degli impegni di questo Vertice.

Nell’attesa di scavare nel documento ufficiale e fare una valutazione di merito, possiamo segnalare due novità di processo. La Presidenza del G20 del Messico continuerà fino alla fine dell’anno, con in mezzo le elezioni politiche del 1 luglio. Per i prossimi mesi sono previsti degli importanti appuntamenti e fra questi un incontro di verifica delle decisioni prese in questo Vertice, che si dovrebbe svolgere in Indonesia ad ottobre, per poi avviare il passaggio di consegne al prossimo Paese ospitante, ovvero la Russia.

La seconda novità potrebbe essere più importante la prima. Infatti, l’Amb. Morfin ha annunciato in risposta alle critiche che le organizzazioni non governative hanno sollevato per l’assenza nella bozza delle conclusioni di impegni sui temi dello sviluppo – che il Messico è aperto alle osservazioni che verranno formulate e si impegnerà a tenerne conto come nella seconda parte dell’anno alla guida del G20. Se questa promessa fosse mantenuta, saremmo di fronte ad un piccola svolta che può aprire un nuovo terreno di confronto fra governi e organizzazioni della società civile.

ldf

 

Barroso al G20: “La FTT può essere un importante contributo per la solidarietà globale”.

Los Cabos, 18 giugno. Conferenza di apertura della Unione Europea, nella mattina del primo giorno del Vertice G20. Barroso e Van Rompuy presentano le loro carte. Soddisfazione per il risultato delle elezioni in Grecia, che può rasserenare il clima del Summit G20, che era stato anticipato dai richiami della amministrazione Obama proprio verso il vecchio contente in tema di economia e finanza.

Questa è anche la conferma delle occasioni perse fra il Vertice G20 in Francia dello scorso novembre e il Summit che sta appena per iniziare, sette mesi dopo. Nel frattempo la mappa politica è cambiata in Francia, e Italia. Ma come allora la questione greca sembra giocare un ruolo decisivo.

Molto chiara la posizione del presidente Van Rompuy che dichiara che la crisi di questi mesi ha messo in evidenza le debolezze dell’architettura europea e che ci vorrà tempo per mettere le cose a posto, poiché non ci sono soluzioni facili. Barroso ha quindi ripreso un tema caro a lui, ovvero il fatto che la unità monetaria debba diventare una vera e propria unità economica.

Poco spazio in questa conferenza stampa per le questioni non legate all’euro. E’ importante segnalare che Barroso ha spinto sulla questione della FTT, dicendosi ottimista che si possa arrivare presto ad una soluzione  in Europa, e quindi anche a livello globale: “la FTT è un’opportunità per la solidarietà internazionale”.

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Los Cabos G20 /Rio+20, i Summit che possono cambiare il mondo.

Cabos San Lucas, 17 giugno. Mentre mancano poche ore dall’avvio del Vertice ufficiale e le delegazioni iniziano ad arrivare a Los Cabos, non può sfuggire che questa settimana ospiterà un altro Summit che forse lascerà un segno: Rio+20, che affronta il tema dello sviluppo sostenibile. Sullo sfondo, su un livello solo apparentemente meno globale, i leader europei che si incontreranno il prossimo venerdì per discutere del futuro dell’eurozona. Fra questi tre momenti c’è più di qualche elemento in comune, affrontando tutti le questioni che sono collegate a quelle dello sviluppo e della sostenibilità.

La macchina organizzativa del Vertice del G20 sta per partire: siamo al culmine di una serie di attività preparatorie che il Governo del Messico ha sostenuto per dare lustro alla propria presidenza del Vertice che riunisce ai Paesi del vecchio G8 insieme alle nuove potenze mondiali. Da non sottovalutare il peso crescente del B20, ovvero il vertice della comunità imprenditoriale che si svolge proprio nei giorni del Vertice ufficiale. Il B20 si presenta in Messico con un dossier per far pesare sempre di più il proprio ruolo; non a caso ha fra i suoi sponsor l’Organizzazione per lo sviluppo e la cooperazione economica, la Camera di commercio internazionale e la McKinsey.

Il Messico ci tiene a fare bella figura e gioca la sua partita su più tavoli. Non solamente il G20 infatti ma anche, ad esempio, un ruolo di primo piano nel processo di porterà proprio nella settimana successiva al Vertice al lancio a livello della nuova Global Parntership for Effective Development Cooperation, ovvero una nuova struttura di governance mondiale del sistema della cooperazione internazionale. Il Messico anche in questa partita è più vicina ai nuovi protagonisti, ovvero Cina, India e Brasile, e rivendica che il proprio ruolo nello sviluppo internazionale non può essere assimilato a quella dei donatori tradizionali. Nel suo caso, come in quelle degli altri BRICS, servono nuove regole, che dovranno essere da loro definite, sulla base della loro storia ed esigenze.

Ma il Messico segna un colpo a suo favore anche quando costruisce un dialogo con le organizzazioni della società civile. Nel pomeriggio è infatti svolto l’incontro tra i rappresentati delle ONG ammesse al centro stampa ufficiale e Roberto Marino, rappresentante speciale del governo messicano per il G20, e l’ambasciatore Juan Manuel Gomes Robledo, figura chiave della diplomazia messicana nella preparazione di questo Vertice.

I due diplomatici hanno fatto il punto sulle priorità del governo messicano, più che mai dominata dall’agenda economica e finanziaria: crisi, stabilizzazione dei sistemi bancari e inclusione finanziaria. Dell’agenda fa sicuramente parte anche la crescita economica, intesa nei termini di green growth, infrastrutture e sicurezza alimentare, in linea con quanto si ritrova del Seoul Consensus approvato al Vertice del 2010.

Da questo incontro con le organizzazioni della società civile non sono emerse anticipazioni sui contenuti del documento finale. Da parte dell’Ambasciatore Robledo è venuto però un chiaro messaggio: i Vertici G20 e quello di Rio+ hanno molto in comune, e il risultato finale dei prossimi sette giorni può segnare significativamente il pescoso degli anni a venire anni. Il punto in comune dovrebbe essere proprio quello della lotta alla povertà e c’è l’auspicio che i molti processi che a livello globale convergono su questa agenda possano avere anche una governale comune.

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