NGOs’ position on the Code of Conduct regulating operations to recuse migrants at sea by the Italian Government.

Rescue at Sea, NGOs and the Code of Conduct. Some needed clarifications.

2 August 2017

For the full document go to http://www.ong.it/wordpress/wp-content/uploads/2017/08/document-code-of-conduct.pdf

No closure. The doors must remain open.

  • The NGOs that have not signed are still committed to carrying out operations at sea under the coordination of the Coastguard Command, which has been assigned this task, and in a way that fully complies with national and international standards. They will also continue to comply with all  the provisions of the code that do not contradict the points highlighted. This is a demonstration that there is agreement with the effort of coordination and systematization that the Ministry of the Interior is making, only bringing out some humanitarian imperatives which, however, do nothing to contradict this effort.
  • The Ministry of the Interior has failed to consider that the NGO world is complex and based on  principles and codes that correspond to the specific nature and humanitarian mandate which cannot be questioned on penalty of losing identity. If even international organizations such as UNICEF, according to its deputy executivedirector Justin Forsyth, have seen in the Code “changes that might inadvertently hinder relief and cause the loss of human lives”, a greater and more in depth dialogue from the Minister with the NGOs would certainly favour the search for a Code that  is truly shared, respectful of humanitarian principles, and therefore felt by all as their own and not  as some external imposition to be obeyed.
  • The NGOs’ willingness and availability for full cooperation, within the limits of the long-standing  tried and tested codes based on humanitarian principles, is also an invitation to leave the doors  open in both directions, and the Minister should take this into account. There have been several requests to set up a round table, until now unanswered.
  • The divisions in the NGO world and between NGOs and institutions at a difficult moment such as  this help no one, especially given the issues affecting the life and death of people and therefore  the fundamental values of our common life, which we cannot relinquish and cannot delegate to  others, turning our cheeks. The signals that are arriving are far from reassuring since they could  aggravate these divisions instead of remedying them for the overall benefit of our country. The authority of the State is not doubted for one minute; the proof of this is the continuous dialogue  and the collaboration with political and administrative institutions that has always characterized  our actions. We believe that, even in this matter, dialogue can help overcome the divisions. // end//
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PM Renzi sets the tone for the Italian 2017 Summit: Africa and migrations at the forefront

20160526_160123 bisPrime Minster Matteo Renzi met the Italian media at the Ise Shima G7 Summit. Even if questions about the Italian scene crowded the setting, including a constitutional referendum next autumn with substantive changes in the pipeline, Renzi managed to steer the conversation to the content agenda, including growth, the fate of the global and expansive fiscal policies. The Italian Prime Minister did not miss the opportunity to pick up some of thorny issues in the public debate too. He confirmed the line that migrations and terrorism are not linked; terrorism is rather stemming from radicalization processes from with our own countries. There is more than that: Renzi called for a plan for Africa to address to root cause of migration. The wording was careful and cautious of the new African reality, but the message was clear. The other side of the coin is that this African plan seems at the moment to translate into the migration compact, namely the plan Italy submitted to its EU partners in April. The problem with the migration compact is that it is not development cooperation as we know it; it is a rather a kind of a give‑and‑take agreement: African countries will get financial support if and when implementing measures to stem migration flows; including repatriation policies. These kinds of agreements may even work in the short term, but they are not poised to reverse the global trends, which require long term, patient development cooperation. This is something PM Renzi needs to factor in. ldf

G7 Ise-Shima – ActionAid: l’accoglienza dei migranti non si può negoziare

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CSOs’ scores on the Ise Shima outcoome document

Comunicato stampa

 G7 Ise-Shima – ActionAid: l’accoglienza dei migranti non si può negoziare.

Modificare il migration compact per affrontare il problema alla radice

 Per un’azione efficace, è necessario distinguere la cooperazione allo sviluppo da altre forme di partenariato e non imporre condizioni inique in cambio di aiuti.

 Ise-Shima (Giappone), 27 maggio 2016 – Il migration compact può essere incisivo se non imporrà condizioni inique ai paesi più poveri. Secondo ActionAid, la decisione del premier Renzi di portare al tavolo del G7 il tema dei flussi migratori è un’importante iniziativa; la proposta italiana presenta però dei punti deboli. Il migration compact richiede infatti che sia necessario accettare le regole dell’Europa per combattere povertà e inuguaglianza. Il cuore della proposta è presentato come un contratto, un “bargain”, secondo la logica del do ut des. Un approccio ben diverso da quello della cooperazione allo sviluppo, che richiede di affrontare bisogni e tutelare diritti senza contropartite, puntando a migliorare le condizioni di vita come e dove necessario.

“Va riconosciuta al governo italiano la volontà di rilanciare la cooperazione con l’Africa e portare al tavolo del G7 la questione migranti, dopo averla condivisa con i leader europei. Gestire l’emergenza migranti con un approccio negoziale significherebbe però fare un salto nel passato e non affrontare le cause alla radice delle migrazioni di massa. Il documento del nostro Paese è chiaro, tanto da non nascondere che la questione essenziale è l’impatto dei flussi migratori sull’Europa”, dichiara Luca De Fraia, segretario generale aggiunto di ActionAid Italia. “Le cause all’origine delle migrazioni restano invece in secondo piano. Il governo italiano, prossimo presidente del G7, ha ancora tempo per rielaborare la sua proposta distinguendo in modo chiaro la cooperazione allo sviluppo da altre forme di partenariato” .

Il migration compact si concentra sul contenimento dei fenomeni migratori piuttosto che sulla loro risoluzione, come si comprende dall’enfasi posta sul ruolo dei “Paesi terzi”, ai quali si chiede di implementare programmi di rimpatrio, collaborare con la polizia di frontiera europea, istituire anagrafiche elettroniche e creare strutture per i richiedenti asilo. Non mancano inoltre avvisaglie del fatto che le politiche di cooperazione allo sviluppo possano servire interessi militari e di sicurezza.

 Affrontare alla radice le cause delle migrazioni significa rilanciare la cooperazione con l’Africa, come ha promesso il premier Renzi in vista del G7 a guida italiana del 2017. L’Italia è ancora all’ultimo posto tra i paesi G7 non solo per l’Aiuto Pubblico allo Sviluppo complessivo, ma anche per gli aiuti ai cosiddetti Paesi Meno Avanzati (PMA) e agli Stati Fragili, sebbene questi ultimi siano stati identificati come prioritari. “Se il piano di rilancio della cooperazione del governo appare frutto di una sincera volontà, per restare credibile non potrà rimandare all’infinito il nodo delle risorse. La prossima presidenza italiana del G7 offre un’ottima opportunità per cominciare a tradurre le promesse in realtà“, conclude De Fraia.

Per ulteriori informazioni: Ufficio Pubbliche Relazioni e Media ActionAid Italia International

In Giappone:

Gabriele Carchella, Addetto Stampa cell: 349 7603724 email: gabriele.carchella@actionaid.org

A Roma: 

Francesca Landi, Capo Unità Relazioni Pubbliche e Media Tel. 06 45200526 – Cell. 3355478571 francesca.landi@actionaid.org

Barbara Antonelli, Information Officer  Tel 06 45200526 – Cell. 3385706446 barbara.antonelli@actionaid.org

via Tevere, 20 – 00198 Roma Tel. +39 06 45200526

 

 

 

Da Renzi ci aspettiamo un Vertice vero nel 2017.

20160526_093325Dal Media Centre id Ise-Shima – 26 maggio. Matteo Renzi si avvicina al Vertice di Ise-Shima che inizia ufficialmente tra qualche ora e coglie l’occasione, anticipando i temi che porterà nella discussione con gli altri leader dei Paesi G7, con un’attenzione anche al Summit che l’Italia dovrà ospitare il prossimo, sotto la sua guida. Dai primi lanci stampa, la località del Vertice è tema di discussione: è tradizione che ci sia un annuncio a conclusione del Summit della Presidenza uscente; ben piazzata è la Sicilia, che avrebbe il vantaggio di essere il simbolo di tante delle sfide con le quale fare in conti, a partire dal tema dei migranti. La cosa che conta è che anche per la logistica ci sia un cambio di passo rispetto alle vicende del 2009, di La Maddalena e L’Aquila: scelte chiare e gestione trasparente. E un Vertice vero, non una breve passarella: un Summit aperto ai media e alla società civile. Fra i temi annunciati, bene l’attenzione all’immigrazione e all’Africa: quale Paese meglio dell’Italia può affrontare questi temi., visto il la posizione e il ruolo di frontiera che abbiamo svolto anche in questi anni? Bene anche la richiesta di una politica espansiva a livello globale ed Europeo. I temi sono collegati: infatti, le spese per la gestione della crisi dei rifugiati dovrebbero essere escluse dal calcolo del deficit dei Paesi EU; come si può pensare di penalizzare la solidarietà verso chi scappa da guerra e povertà? ldf

G7 Ise Shima – Renzi alla prova internazionale

20160525_151124Comunicato stampa G7 di Ise-Shima – ActionAid: Renzi vada oltre gli annunci. Necessaria una road map in vista del prossimo Vertice

Il nostro Paese è ancora all’ultimo posto tra i sette grandi per aiuti ai paesi in via di sviluppo

Ise-Shima (Giappone), 25.05.2016 – Mantenere gli impegni presi, definendo scadenze e azioni concrete per il rafforzamento della cooperazione e del ruolo dell’Italia nella comunità internazionale. Con il Summit di Ise‑Shima, per il governo Italiano è giunto il momento dei fatti: oltre all’attesa per conoscere la sede del Vertice 2017, che il premier Renzi potrebbe già annunciare nel corso della trasferta in Giappone, il G7 che inizia domani è una tappa cruciale di avvicinamento al prossimo Summit a guida italiana.

Il Governo italiano ha fissato da tempo il proprio obiettivo: lo scorso luglio, intervenendo alla Conferenza internazionale sulla finanza per lo sviluppo di Addis Abeba, il premier Renzi ha dichiarato che la cooperazione del nostro Paese non può essere l’ultima fra quelle dei grandi del mondo. Secondo il Presidente del Consiglio, l’Italia deve arrivare al quarto posto tra i paesi del G7 per Aiuto Pubblico allo Sviluppo (APS) entro il 2017. Parole che hanno confermato la rinnovata attenzione ai temi dello sviluppo e della lotta contro la povertà.

Tuttavia, a conti fatti, l’Italia è ancora la “cenerentola” della cooperazione tra i paesi del G7: al netto delle spese sostenute all’interno dei confini nazionali per i rifugiati (“Refugees in donor countries”), che nel 2015 ammontano a 6.997,1 milioni di dollari per i soli Paesi G7, l’Italia si posiziona infatti all’ultimo posto con un rapporto effettivo APS/PNL dello 0,15%.

Preparare al meglio il Vertice G7 italiano è importante: è necessario lavorare affinché la prestazione sia all’altezza della scenografia e delle attese. Chiediamo al Governo italiano di presentare al Summit di Ise-Shima anche il copione per il prossimo Vertice: una road map che indichi in modo chiaro la strada che il nostro Paese intende seguire per mantenere i suoi impegni in tema di cooperazione allo sviluppo, salute globale e lotta contro la fame”, dichiara Luca De Fraia, Segretario Generale Aggiunto di ActionAid Italia.  

L’incremento della voce di spesa “Refugees in donor countries” preoccupa sotto molti aspetti: è fondamentale che tali risorse vengano escluse dal computo dell’Aiuto Pubblico allo Sviluppo, in quanto questi fondi non  arrivano ai Paesi in via di sviluppo, ma vengono spesi nei Paesi donatori che accolgono i rifugiati. ActionAid ritiene essenziale che tale impegno finanziario – che da solo ha determinato il 25,5% dell’APS italiano nel 2015 – sia mantenuto, ma venga contabilizzato sotto la voce accoglienza e non come cooperazione allo sviluppo. Gli aiuti italiani presentano inoltre un problema di dispersione. Il nostro Paese è infatti all’ultimo posto tra i membri del G7 per gli aiuti ai Paesi Meno Avanzati (PMA) (i più poveri, con seri problemi istituzionali e di risorse umane) con circa 171 milioni di dollari. È quindi necessario ridefinire le aree geografiche di intervento destinando maggiori risorse ai Paesi Meno Avanzati.

Il G7 di Ise-Shima è il primo appuntamento con il vertice dei sette grandi dall’adozione dell’Agenda 2030 dell’ONU per lo sviluppo sostenibile, lo scorso settembre a New York. La sfida è diventata ancora più ambiziosa e al tempo stesso impegnativa: 17 nuovi Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) per i prossimi 15 anni, sono più complessi e articolati dei precedenti Obietti di Sviluppo del Millennio (MDGs). “Il paradigma della cooperazione allo sviluppo è cambiato e il G7 non potrà non tenerne conto. Per raggiungere i nuovi obiettivi, i Paesi del G7 dovranno giocare un ruolo attivo e favorire la nascita di una partnership globale che coinvolga anche la società civile e il settore privato. L’Italia, prossima presidente del G7 e paese in prima linea nell’emergenza migranti, deve essere protagonista attiva della politica internazionale”, conclude De Fraia.

Tra le priorità da affrontare – oltre ai termini tradizionali dell’agenda del G7: sicurezza alimentare, salute, empowerment delle donne – c’è l’emergenza migranti. Nel 2015 il fenomeno migratorio ha raggiunto il suo apice: sono state 60 milioni le migrazioni forzate a livello mondiale; 42.500 persone al giorno sono state costrette a fuggire a causa di guerre o persecuzione dai loro paesi d’origine. Il Vecchio Continente non sembra in grado di arginare il fenomeno, né di concordare politiche di accoglienza e integrazione che tutelino realmente i diritti dei migranti. I Paesi del G7 possono portare un forte valore aggiunto nell’assicurare una coerenza tra la politica di cooperazione allo sviluppo e la politica migratoria in termini di accoglienza, integrazione e valorizzazione dei migranti per il co-sviluppo. In questo senso, non va fatta distinzione alcuna tra migranti economici, richiedenti asilo e migranti ambientali. A tutti devono essere garantiti i medesimi diritti. Fondamentale sarà infine garantire la trasparenza nell’utilizzo dei fondi per i migranti.

 

— fine —

 

Il Media Briefing di ActionAid “La nuova Agenda per lo Sviluppo all’esame del G7. Il ruolo dell’Italia” è disponibile al seguente link:  https://we.tl/DrujimRyfL

Pe ulteriori informazioni: Ufficio Pubbliche Relazioni e Media ActionAid Italia International

In Giappone (Ise-Shima):

Gabriele Carchella, Addetto Stampa cell: 349 7603724 email: gabriele.carchella@actionaid.org

A Roma: 

Francesca Landi, Capo Unità Relazioni Pubbliche e Media Tel. 06 45200526 – Cell. 3355478571 francesca.landi@actionaid.org

Barbara Antonelli, Information Officer  Tel 06 45200526 – Cell. 3385706446 barbara.antonelli@actionaid.org

via Tevere, 20 – 00198 Roma Tel. +39 06 45200526

 

                                                                  

CSOs getting ready for the G7 Summit. When a character makes a difference.

existence bis.jpgThe Ise Shima G7 Summit will start tomorrow. CSOs are gearing-up. We had media stunt on the SDGs and a press conference will follow; I’ll bring an Italian perspective as it’s us to host next year’s. Getting ready for a press conference is not just about the speaking order. It’s more about a picking the right Chinese character to convey the message: our expectations for the Summit G7. Or, rather, we’re trying to capture what we want the G7 to do here in Japan. Expectations and emotions ranged from happiness and harmony to universality and solidarity. In the end, we agree that “existence” – how to improve and preserved it – is the right message. ldf

The G7 Alternative Summit: this is about us, people’s well-being and development

logo_05May 24th  – joined today the G7 Alernative Summit organized by the Japanese CSO Community in Yokkaichi. I was actually asked to share some messages to bridge this year’s and next year’s Summit, which is to be hosted by Italy. It’d would have not possible not to be impressed by the level of interest and commitment by the participants. The final session was about reporting from the 16 working groups that looked into a wide set of issues from health to youth, from climate changes to the Syria and the refugee crisis. An impressive show of expertise and determination to bring suggestions and concrete proposal in the table. From my end, I shared the feeling their work was clearly pointing to the fact that this whole agenda is about us: development is about people’s wellbeing and people’s interests should be at the centre. The other element was that we’re in this together: by working together we can get our voices heard; this was the case of deb cancellation, global health, food and education initiatives. Thank you Aki, Masaki and the whole lot of colleagues behind this. ldf

The global social agenda is over, so I was told

The global social agenda is over. I heard this argument coming from a development opinion leader at the EU level just last week and it was used in a conversation aiming at promoting development cooperation strategies based on the role of the private sector (no clear distinction was provided as to which private sector we need to have in mind). The key supporting evidence was that the about twenty-five new countries will graduate to MICs within the space of a few years. Is this all? With a different benchmark in mind, we should  rather acknowledge that just a handful of countries will instead graduate from the LDCs status by 2020, when the expectations were very different just few years back. Nothing to be happy with; I’m just noting that narrative about how to adejust development cooperation to the 2030 Agenda seems to tilt in the wrong direction. Ldf – 160515

Refugee costs: the EU member states will have to take their chances

EU_FlagNov 10th – Ecofin discussed how to manage refugee costs again today.  Minsters heard from the European Commission, which was asked to look into the matter in early Sept. There seems to be some kind of general agreement (http://bit.ly/1SfMRw4) that budget flexibility within the stability pact framework is possible as it is acknowledged the circumstances are exceptional. But, the actual finacial impact of the refugee costs will assessed on ad-hoc basis, by means of ex post analysis and on a 2014 base line; such decisions apply for 2015/2016. This approach may implications for those country that were already planning on fiscal expansion for next year: a more conservative attitudinal would be advisable lest they would face the risk of more of deficit procedures due to costs the Commission is not recognising eligible in an ex post assessment. ldf

The Addis confence is behind us: the moment of truth for international aid.

the-moment-of-truthThe Addis Ababa compromise does nothing to rectify the wrongs: no new commitments to increasing volumes and improving effectiveness. Well, you may claim this is not utterly accurate: the compromise welcomes the EU’s promise to reach the 0,7% target by 2030, fifteen years later than the original deadline; we’ve not heard about others’ commitments. Is this any good? Hardly so, as it teaches the hard lesson: you can fail your promise without paying any toll. Not to speak about the effectiveness agenda. Yeah, the introduction is peppered with references to ownership and transparency, but the thematic sections are inconsequential, so to speak. And it’s not just that: the limited ODA not available will have to abide by the new narrative that commands aid to be spent catalytically through PPPs and blending. With poor global frameworks, the fate of ODA is basically back in the hands of donor countries with the only safeguards to this backwards/inwards trend offered by the UNDCF and the GPEDC. Ldf